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Assaggi – Storia del Pisco

Divino Andino – Il Romanzo

Secondo quanto indicato nel Museo de Historia Regional di Cusco, che avrò modo di visitare alcune settimane più avanti, la prima testimonianza di coltivazione e vinificazione di uva in Sud America, compare tra gli scritti di Inca Garcilaso de la Vega, storico e scrittore, nonché uno dei primi meticci del nuovo mondo, nato dall’incontro tra il conquistador Sebastian Garcilaso de la Vega e la principessa Inca Isabel Suarez Chimpu Occlo, discendente diretta del sovrano Huaina Capac.A Garcilaso, si deve anche il pregio unico di essere stato una delle poche persone ad aver conosciuto da vicino la vera cultura e storia inca e ad averla documentata nei suoi Commentari Reali.Passando per il distretto di Mollepata in un viaggio che fece da Cusco a Lima nel 1560, incontrò una hacienda, chiamata Marcahuasi dove era piantata una vigna “cargada de hermosa uva“.

Solamente 28 anni erano passati, stando alle testimonianze storiche, da quando il feroce conquistador Francisco Pizarro imprigionò il sovrano inca Atahualpa nella città di Cajamarca, inaugurando un periodo di veloce e brutale colonizzazione.Appena 28 anni e già qualcuno, molto probabilmente un frate missionario aveva piantato e vinificato dell’uva e vorrei essere stato presente alla prima vendemmia per leggere nel suo volto lo stupore di fronte alla resa incredibile che queste fertili terre sapevano esprimere: ben 4 volte superiore alla media europea.

Il cronista Felipe Guaman Poma de Ayala invece riporta la testimonianza dell’esistenza di villa Maria Magdalena nel 1615, una “villa bonita pegada a la mar“, vicino al mare, voluta nel 1583 dal Vicerè Martìn Enriquez con lo scopo di produrre vino e aguardiente distillato.Questa villa sorgeva proprio dove oggi si trova la città di Pisco nel distretto che porta lo stesso nome e dove si trova anche la limitrofa Ica, principale produttrice di vino e del distillato più famoso del Sud America, il Pisco.

Dal porto di Pisco si imbarcavano quotidianamente derrate alimentari e vino destinato a zone periferiche ma allo stesso tempo importanti del continente, come ad esempio la città di Potosì, nell’attuale Bolivia (che si avviava a diventare la più grande del continente nel 17esimo secolo per via dell’importante attività mineraria) dove la domanda di vino era soddisfatta principalmente dalla produzione della regione di Ica.

Queste testimonianze storiche, decisamente a favore del Perù, sono state utilizzate per chiarire l’annosa disputa ancora oggi irrisolta con il Cile sulla paternità del famoso distillato, bevanda nazionale in entrambi i paesi.

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