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Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e la bella realtà di Villa San Donnino

Aggiornamento: 15 mar

Tra Bologna e Modena, tra millenni di storia millenaria, gastronomia e...Liberty


Ecco la storia di Acetaia Villa San Donnino!

photo credit Instagram: @acetaiavillasandonnino

Tra Bologna e Modena, non distante dalla via Emilia, c’è un luogo magico ricco di storia, tradizione e...gusto.

Villa San Donnino, fu costruita nel marzo del 1911 e da quel momento è considerata un capolavoro dello stile Liberty tra le varie residenze signorili di pianura.

Nel 1976 la villa venne scelta da Bernardo Bertolucci come set di una celebre scena di “Novecento”, capolavoro assoluto del cinema italiano. Per le riprese, in cui compaiono Dominique Sanda e Robert De Niro, si utilizzarono la hall d’ingresso e la scala “a giorno”.

Nel 1947, quando la famiglia San Donnino lasciò la proprietà, Umberto Lonardi acquistò la villa (da lui in nome attuale Villa Lonardi) e appena ne prese possesso scoprì nel sottotetto una preziosa sorpresa: erano ancora conservate parecchie batterie di botti per l’invecchiamento dell’aceto balsamico con tanto di “oro nero” al loro interno!

Fu proprio in seguito a questa scoperta che la famiglia cominciò la produzione di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, tramandando nel tempo il sapere di generazione in generazione.

Di fianco alla villa oggi sorge l’Acetaia di Davide (nipote di Umberto) che continua la produzione secondo l’antica tradizione locale e famigliare.



La produzione di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena D.O.P.


photo credit Instagram: @acetaiavillasandonnino

I prodotti di punta sono ovviamente quelli a denominazione d’origine, ottenuti seguendo una ricetta tradizionale che prevede l’uso di uva locale per la produzione del mosto cotto e l’affinamento per almeno 12 anni (per l’Affinato) e 25 (per l’Extravecchio) in botti di differente dimensione e legni, seguendo un laborioso metodo di rincalzi e travasi.

Il risultato è un aceto denso dalle caratteristiche uniche e complesse. Anche nella versione più invecchiata è capace di conservare gli aromi primari dell’uva con cui è stato fatto a cui si aggiunge la struttura balsamica ottenuta con l’invecchiamento e il legno. Elegante, persistente ma ben bilanciato, è un abbinamento ideale per piatti dai sapori decisi e strutturati, come carni rosse e risotti ma anche da apprezzare da solo o accompagnando gelato, fragole o una fetta di Parmigiano Reggiano evoluto.


Nella foto sotto, scattata da me, un interno dell'acetaia con le "batterie" dove l'Aceto Balsamico si invecchia ed evolve nel tempo:


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