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  • Emilia Romagna Tour Guide

Aggiornato il: feb 3

ITA_Ecco qui di seguito l'estratto della puntata di Domenica 1 Novembre di Linea Verde Rai 1 in cui racconto Ravenna e i mosaici che hanno ispirato il Sommo Poeta, Dante Alighieri


ENG_Here is the extract of the episode of Linea Verde, national channel Rai 1, where I present my city, Ravenna and the mosaics that inspired Dante Alighieri. (english subtitles)

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Aggiornato il: feb 3

Bologna è città di eccellenze gastronomiche non solo per quanto riguarda salumi e affettati, ma anche per l’arte del cioccolato. La città infatti custodisce la storia di una famiglia, la Famiglia Majani che è stata da pioniere in questo tipo di attività.

La storia comincia nel 1796 in vicolo Colombina, giusto a lato della Basilica di San Petronio: in quell’anno Teresa Majani apre il “Laboratorio delle cose dolci” una bottega dove si preparavano dolciumi e si iniziava a sperimentare la lavorazione del cioccolato.

Visto che gli affari andavano bene, il marito di Teresina, Giovanni Majani, decise di aprire qualcosa di più grande, in via dei Carbonesi al numero 5 nella cosiddetta Casa Majani. Ancora oggi il negozio mantiene gli arredamenti originali, tra cui il bancone in marmo (utile alla lavorazione del cioccolato) ed è una raffinata bottega boutique dove si può acquistare l’intera selezione dei cioccolati Majani.

Il vero punto di svolta nell’evoluzione del consumo del cioccolato si ha proprio grazie all’invenzione da parte dei Majani della scorza di cioccolato: il primo cioccolato in forma solida prodotto in Italia.

La "Scorza", così chiamata per via della somiglianza alla corteccia dell'albero, viene prodotta con un macchinario fatto costruire appositamente e diventa un prodotto leggendario, ancora oggi inimitabile.

La fine dell’800 invece è il periodo che consacra Majani come simbolo di eccellenza italiana. Dapprima Giuseppe Majani ottiene un passaporto speciale per il Piemonte per acquistare un prezioso macchinario a vapore e utilizzarlo per incrementare la produttività, e poco tempo dopo, nel

1878 Majani diventa fornitore ufficiale di Casa Savoia ricevendo le onorificenze ancora presenti nel logo attuale.

Nel 1856, in una Italia ancora divisa in Stati e Ducati, Giuseppe Majani si recò a Torino con un passaporto rilasciato dallo Stato Pontificio che gli consentì di attraversare le dogane che separavano Bologna dal Ducato dei Savoia, per acquistare i più moderni macchinari per la lavorazione del cioccolato.

E’ un quel periodo che viene costruita la Palazzina Majani in via Indipendenza, rinnovato laboratorio e caffè che divenne da subito simbolo della Belle Époque e salotto di incontro dell'aristocrazia e della cultura bolognese, frequentato da personaggi come Carducci e D’Annunzio.

Di quest’ultimo la celebre frase: "Ogni volta che mi trovo a Bologna vado da Majani ad acquistare cioccolatini Fiat", altro grande successo conosciuto ormai in tutto il mondo.

Attualmente l'Azienda svolge il proprio lavoro a Crespellano a pochi chilometri da Bologna ed è rimasta una delle poche nel settore che produce il cioccolato partendo dal seme di cacao crudo, selezionato e importato dalla stessa azienda che lo tosta e lo lavora, rendendo la qualità del prodotto ancora più unica.

La degustazione di cioccolato Majani è il punto di partenza o finale di qualsiasi food tour bolognese che si rispetti.


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Aggiornato il: feb 3


Cuore pulsante della città e punto d’incontro di tutti i cittadini è certamente il nucleo centrale di Piazza Maggiore.

Attorno alla piazza sorgono gli edifici più importanti della vita economica, politica e religiosa cittadina, come il Palazzo del Podestà, sede del potere amministrativo durante il medioevo; Palazzo d’Accursio, attuale residenza comunale; la Basilica civica di San Petronio e Palazzo de’ Banchi, dove sostavano i cambiavalute.

La piazza fu aperta all’inizio del 1200 proprio perché si sentì la necessità di creare un punto d’incontro unico in cui riunire le varie attività cittadine (scambi, commerci e servizi di vario genere) e ancora oggi assolve al medesimo scopo basti pensare che durante l’estate ospita il famoso cinema all’aria aperta.

Per realizzare la piazza furono abbattute decine di case medievali che stavano indicativamente dove oggi sorge il Cresentone, il gradone rettangolare realizzato in granito bianco e rosa nel 1934.

Il nome di questo rettangolo trae evidente ispirazione dalla forma della tipica focaccia locale fatta con strutto e ciccioli e cotta al forno.

Nel corso dei secoli la piazza ha visto promulgare leggi, comminare sentenze, eseguire condanne capitali, sostare papi e imperatori. Ma anche festeggiare il Carnevale, piangere per i morti delle stragi, svolgersi riti religiosi e festeggiare per la fine della guerra.

Di quest’ultimo evento ne rimane traccia proprio nel Crescentone, nel lato Est verso Palazzo dei banchi. Lungo il bordo del gradino infatti si possono ancora vedere le sbeccature nella pietra lasciate da un carrarmato americano il 21 Aprile del 1945, giorno della Liberazione della città. Per celebrare quel momento alcuni carri armati statunitensi raggiunsero al centro della piazza salendo sul Crescentone. Nonostante il danno, il Comune non ha mai voluto ripristinare la pavimentazione originaria, a imperitura memoria della fine della guerra in città


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