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  • Immagine del redattore: Emilia Romagna Tour Guide
    Emilia Romagna Tour Guide
  • 9 dic 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Michelangelo è passato da Bologna. Non è un dettaglio noto ai più, anche perché in città le sue tracce non sono immediatamente visibili. A rimettere a fuoco proprio quel capitolo – i suoi due passaggi in città – ci pensa la grande mostra Michelangelo e Bologna, ospitata a Palazzo Fava dal 14 novembre 2025 al 15 febbraio 2026.


L'esposizione nasce con un intento celebrativo importante: festeggiare i 550 anni dalla nascita di Michelangelo Buonarroti. Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna (nell’ambito del progetto culturale Genus Bononiae) e prodotta da Opera Laboratori, la mostra vanta una garanzia scientifica d'eccezione. La curatela è infatti affidata a Cristina Acidini (Presidente della Fondazione Casa Buonarroti e dell'Accademia delle Arti del Disegno) e Alessandro Cecchi (Direttore della Fondazione Casa Buonarroti).


Ecco di seguito una visione (limitata ma appassionata) della struttura della mostra che ho appena visitato e della sua evoluzione.


Le radici del giovane Michelangelo: Donatello e lo “stiacciato”


La mostra parte da Firenze, ancor prima di arrivare a Bologna. Come ricordano i pannelli introduttivi, nessun racconto sul primo Michelangelo può prescindere da Donatello, una presenza ingombrante e fertile allo stesso tempo per qualsiasi scultore del Quattrocento.

E infatti una delle prime opere che ci accoglie è un rilievo donatelliano in stiacciato (sì, quello “schiacciato”, come lo chiamavano i fiorentini): un tappeto di figure sospese tra bassissimo rilievo e profondità illusoria, un’escursione spaziale che sembra disegnata più con la luce che con lo scalpello.



È una scelta curatoriale intelligente: ricordare che l’educazione del giovane Michelangelo passa anche attraverso la comprensione del rilievo come superficie narrativa. Ed è quasi naturale, poco dopo, incontrare la risposta del Michelangelo diciannovenne: la Madonna della Scala.

Qui il giovane Buonarroti dimostra già una padronanza inquietante per la sua età: prende la lezione di Donatello e la filtra in un registro più potente, più serrato, più “muscolare” pur nella levigatezza del rilievo. È questo il punto in cui Firenze smette di essere solo un riferimento e diventa un trampolino. Pur giovanissimo, Michelangelo, sapeva già che strada prendere.



Arrivo a Bologna: la lezione della terracotta e la monumentalità


Quando Michelangelo arriva a Bologna nel 1494, la città non è solo un porto sicuro dopo le turbolenze politiche fiorentine. È un laboratorio scultoreo di altissimo livello. Il primo incontro inevitabile è con l’opera di Niccolò dell’Arca, probabilmente il più “moderno” degli artisti attivi allora in città. Per Michelangelo, che si definiva primariamente scultore (e non pittore, come la storia spesso ci porta a ricordare per via della Sistina), l'impatto con l'arte di Niccolò deve essere stato fortissimo. Michelangelo arrivò in città proprio nel 1494, anno di morte dell’artista pugliese, e lavorò sull’Arca marmorea di San Domenico, rimasta incompiuta. Non poté però restare indifferente rispetto all’altro capolavoro di Niccolò: il Compianto sul Cristo morto.



Quest’ultima era un'opera in terracotta policroma, non in marmo: una scelta materica che permetteva a Niccolò una plasticità e una rapidità di esecuzione impensabili sulla pietra. Quel modo di far vibrare la materia, di modellare figure che urlano un dolore quasi teatrale e scomposto, parla una lingua diversa, più dinamica, quasi pre-barocca. È la dimostrazione di come un grande artista sappia piegare qualsiasi materiale alla propria volontà espressiva, una lezione che il giovane fiorentino osserva e incamera.


L’altro importante artista con cui si confronta è il senese Jacopo della Quercia, autore delle formelle della facciata di San Petronio. La monumentalità morbida di Jacopo – una scultura densa ma vellutata, capace di ampi respiri e pose solenni – è un riferimento che Michelangelo assimila e metabolizza profondamente. Questa è l'opera più cruciale da studiare per capire l'influenza diretta sul giovane Michelangelo, soprattutto considerando il suo soggiorno a Bologna nel 1494. Nei pannelli che raffigurano le scene bibliche, in particolare La Creazione di Adamo e La Cacciata dal Paradiso Terrestre, si nota chiaramente la posa semplice e monumentale dei personaggi, che ispirò direttamente la celeberrima Creazione di Adamo al centro della Volta della Cappella Sistina.


Il Contesto storico: dai Bentivoglio ai Papi


La mostra allarga poi lo sguardo al contesto. Prima siamo nella Bologna del secondo Quattrocento, quando Giovanni II Bentivoglio governa la città come un signore rinascimentale pur senza averne il titolo ufficiale. Viene ricostruito quel clima vivace, cortigiano e colto al quale ambiva Giovanni II attraverso opere di Francesco Francia e Lorenzo Costa.



È questa la città che accoglie Michelangelo nel suo primo soggiorno: aperta, ricettiva, ma politicamente complessa. Non è secondario ricordarlo: i contesti formano gli artisti tanto quanto i maestri.


Qualche anno dopo, lo scenario cambia: i Bentivoglio vengono cacciati e Bologna entra nell’orbita diretta del papato. Entra in scena Giulio II della Rovere, il papa guerriero, detto anche “il terribile”. È proprio lui a richiamare l’artista a Bologna nel 1506 per il suo secondo soggiorno. Gli commissiona una statua bronzea monumentale, destinata alla facciata di San Petronio. Michelangelo la realizza tra mille difficoltà tecniche e logistiche (in città c’era persino la peste), lavorando a un’opera titanica. Era una delle prime volte dai tempi dell’antichità in cui ci si misurava con la fusione di grandi statue in bronzo. Michelangelo riesce nell’opera e la statua venne ospitata nella nicchia sopra l’ingresso della basilica di San Petronio. Purtroppo, la statua ha avuto vita breve. Completata nel 1508 fu abbattuta pochi anni dopo durante una rivolta e, secondo le cronache, il bronzo fu fuso dal duca Alfonso d’Este per farne un cannone, la "Giulia" (è proprio il caso di dire… oltre al danno, la beffa!).


Nonostante i precedenti burrascosi con il pontefice, quest'opera segnò la definitiva riconciliazione tra papa della Rovere e l’artista. Proprio da questa rinnovata fiducia scaturì l'incarico, affidatogli dal Papa stesso, di affrescare la Volta della Cappella Sistina.


L’eredità michelangiolesca a Bologna


La parte finale del percorso guarda al contrario: chi, a Bologna, ha risposto a Michelangelo? Il caso più interessante è Alfonso Lombardi, autore di un San Procolo che dialoga apertamente con le figure scolpite da Michelangelo anni prima per l'Arca di San Domenico e dimostra di far propria l’influenza stilistica di Michelangelo.



Penso anche all’altro suo bellissimo lavoro, la Dormizione della Vergine, nell’oratorio della confraternita dei Battuti, dove il Lombardi armonizza una scena teatralizzata di apostoli al capezzale della Vergine, ma con una tensione e muscolarità dei soggetti che ricordano molto l’artista fiorentino. Non si tratta quindi di imitazioni pedisseque, ma di assimilazioni: la grandiosità e l'energia formale di Michelangelo circolano, vengono osservate e richieste dai committenti bolognesi anche quando l'artista è ormai lontano.


Conclusioni


La mostra nel complesso è intellettualmente stimolante. Il taglio curatoriale è intelligente perché ricostruisce un capitolo poco noto inserendolo nel flusso biografico del grande artista. Unica pecca: avrei preferito più opere e magari una ricostruzione più approfondita (magari multimediale o tramite bozzetti) della statua perduta di Giulio II, o un focus maggiore sulle formelle originali di Jacopo della Quercia.


È una mostra che “racconta” molto bene il contesto, ma “mostra” meno opere di quante ci si aspetterebbe. Per cui la vera protagonista della mostra in realtà è Bologna. E l’invito che ne può derivare dalla visita è quello di andare per la città e cercare le tracce del passaggio del grande artista, in quel poco che ha lasciato e quel tanto che è rimasto prima e dopo di lui.


Per maggiori informazioni questo è il link alla mostra MICHELANGELO A BOLOGNA


Se vuoi scoprire Bologna con un focus sull'aspetto artistico, questa è la mia pagina del tour cittadino: Bologna Walking tour


Se ti piacciono questi articoli artistico-culturali c'è anche questo articolo del Blog, legato al periodo di Giulio II, Dettagli della Scala del Bramante


Lascia un commento o taggami nel caso vuoi ripostare, sarò felice di citare e rispondere.

 
 
 
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    Emilia Romagna Tour Guide
  • 7 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Dalla neve alle terme, fino al mare d’inverno in un solo viaggio


Gennaio e febbraio sono mesi ideali per scoprire l’Emilia-Romagna con calma, lontano dalla folla e con un ritmo più autentico. Ma tra montagne, città d’arte, spa e mare, come scegliere cosa fare davvero?


👉 La proposta migliore è una sola:


un weekend lungo (o mini-vacanza) che unisce Appennino, terme e mare d’inverno, attraversando in pochi giorni paesaggi e atmosfere completamente diverse.


Un’esperienza completa, sorprendente e profondamente rigenerante.



🌨️ Giorno 1–2: Neve e silenzio nell’Appennino romagnolo


Si parte dall’Appennino tosco-romagnolo, una delle zone più suggestive in inverno.


Dove andare


Bagno di Romagna e dintorni sono la scelta ideale:


  • paesaggi innevati

  • boschi perfetti per ciaspolate e passeggiate invernali

  • piccoli borghi dal fascino antico


Chi ama lo sci può spostarsi verso:


  • Corno alle Scale

  • Cimone

  • Cerreto Laghi


Ma il vero lusso qui è il tempo lento: aria pulita, camini accesi, strade tranquille.



♨️ Giorno 2–3: Terme e spa nel cuore dell’inverno


Dopo il freddo, arriva il momento più atteso: il benessere.


Perché Bagno di Romagna è la scelta vincente


  • Acque termali naturali

  • Hotel con spa panoramiche immerse nella natura

  • Piscine calde all’aperto anche con la neve intorno


Immagina:


acqua a 38 gradi, vapore che sale, montagne silenziose tutt’intorno.


Un’esperienza che in inverno diventa molto più intensa che in qualsiasi altra stagione.


Perfetta per:


  • coppie

  • viaggiatori stressati

  • chi vuole davvero “staccare”



🌊 Giorno 4: Mare d’inverno a Cesenatico (o Rimini)


Ed ecco il colpo di scena che rende questo viaggio unico.


Dalle montagne si scende verso la costa, ma non per l’estate:

per scoprire il mare d’inverno, una delle esperienze più sottovalutate ma affascinanti dell’Emilia-Romagna.


Perché il mare d’inverno funziona


  • spiagge vuote

  • luce incredibile

  • rumore delle onde senza caos

  • ristoranti di pesce autentici, frequentati dai locali


Cesenatico è perfetta:


  • passeggiata lungo il porto canale

  • Museo della Marineria

  • aperitivo vista mare con aria frizzante


Oppure Rimini, per chi vuole unire mare e centro storico romano.


🍝 Il filo conduttore: il cibo d’inverno


In ogni tappa, l’inverno emiliano-romagnolo si racconta anche a tavola:


  • tortellini e cappelletti in brodo

  • passatelli

  • piatti caldi di montagna

  • pesce dell’Adriatico cucinato secondo tradizione


Mangiare bene diventa parte integrante del viaggio, non un semplice contorno.


🎯 Perché scegliere proprio questa esperienza


Questa proposta vince perché:


  • non è scontata

  • combina natura, relax e mare

  • sfrutta al meglio la stagione invernale

  • offre emozioni diverse in pochi giorni

  • è replicabile anche senza ferie lunghe


Invece di chiederti “meglio montagna, spa o mare?”,

qui la risposta è: tutto, ma nel modo giusto.


L’inverno in Emilia-Romagna non è una rinuncia : è un viaggio più intimo, più vero e sorprendentemente ricco.

 
 
 
  • Immagine del redattore: Emilia Romagna Tour Guide
    Emilia Romagna Tour Guide
  • 11 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Quando le temperature si abbassano e le luci festive iniziano a brillare nelle piazze storiche, l’Emilia-Romagna si trasforma in una destinazione natalizia da sogno. Tra tradizione, artigianato locale, sapori tipici e atmosfere senza tempo, i mercatini di Natale in questa regione sanno conquistare visitatori di tutte le età.


Ecco una lista di alcuni dei migliori mercatini da visitare in Emilia Romagna



🎄 1. Bologna: i mercatini nel cuore storico

A Bologna il Natale si celebra con eventi storici e tradizionali.

  • La Fiera di Santa Lucia sotto i portici di Strada Maggiore è una delle feste più antiche d’Europa, con bancarelle di addobbi natalizi, idee regalo e dolci tipici.

  • La Fiera di Natale in via Altabella, accanto alla Cattedrale, prosegue fino a gennaio con artigianato, bijoux e prelibatezze.

  • In Piazza Minghetti si apre ogni anno un caratteristico villaggio natalizio in stile francese con prodotti e specialità d’oltralpe.

👉 Passeggiare tra queste vie illuminate è un modo perfetto per immergersi nella magia natalizia, con la possibilità di gustare tortellini, panettone artigianale e altre specialità bolognesi.


🎅 2. Modena Christmas Village: tradizione in stile tirolese

Modena offre uno dei mercatini più suggestivi della regione con il Modena Christmas Village:📍 Piazza Grande, Piazza Torre e Piazza XX Settembre si popolano di casette in legno in stile tirolese, illuminate e ricche di prodotti artigianali, decorazioni natalizie, dolci, vin brulé e prelibatezze locali. Oltre allo shopping, il centro storico si anima con laboratori per bambini, iniziative culturali e momenti di festa.

🎁 3. Paese del Natale a Sant’Agata Feltria (Rimini)

Nel cuore dell’entroterra romagnolo, il borgo medievale di Sant’Agata Feltria si trasforma nel celebre Paese del Natale, con mercatini diffusi per le vie, botteghe e spettacoli itineranti.📆 Le giornate dedicate al Natale offrono eventi per famiglie, laboratori per i più piccoli, artisti di strada e momenti di degustazione delle specialità locali.


🌟 4. Rimini: mercatini nel centro e sul mare

Rimini propone una lunga stagione natalizia che va da novembre all’Epifania:🎄 Nei vicoli del centro storico e in Piazza Tre Martiri si alternano mercatini di prodotti artigianali, dolciumi e regali originali.🌊 In Piazzale Boscovich, il Christmas Village unisce il mercato alle attrazioni come pista di pattinaggio e intrattenimenti per tutte le età.📍 Accanto ai mercatini classici, la Fiera degli alberi di Natale vicino al Ponte di Tiberio permette di acquistare alberi e piante natalizie.


🛍 5. Cesenatico: Villaggio di Natale sul Porto Canale

Una delle esperienze più suggestive della costa romagnola è il mercatino di Cesenatico, che si snoda lungo il suggestivo Porto Canale.🎨 Qui si alternano mercatini artigianali, creativi e di solidarietà, con laboratori per bambini, intrattenimento e degustazioni di prodotti tipici. Le luci riflesse sull’acqua e il fascino del borgo rendono questa tappa perfetta per una visita romantica o in famiglia.


📅 6. Parma e Piacenza: mercatini nella tradizione emiliana

Anche le città dell’Emilia interna offrono mercatini molto caratteristici:

  • A Parma, nei pressi di Piazza Ghiaia e sotto i portici di Via D’Azeglio, si trovano bancarelle di artigianato, vintage e prodotti locali.

  • Piacenza anima Piazza Cavalli e le vie del centro con mercatini natalizi, mostre mercato e proposte artigianali di qualità.


🧩 7. I borghi e i mercatini diffusi

Non solo città! Anche borghi e centri minori come Bertinoro, Fratta Terme o Comacchio propongono mercatini con prodotti tipici, creazioni artigianali, street food e atmosfere intime e autentiche. A Comacchio, ad esempio, le bancarelle vengono allestite su barche lungo i canali, creando un’atmosfera unica.


Consigli per i visitatori

  • 🗓 I mercatini in Emilia-Romagna solitamente si svolgono da fine novembre fino all’Epifania, con date e programmi che variano un po’ di anno in anno.

  • 🍷 Assaggia specialità locali come vin brulé, cioccolata calda, panettone artigianale, oltre alle delizie tipiche emiliane come tortellini e salumi.

  • 📸 Porta la macchina fotografica: tra luci, borghi medievali, portici e canali, le opportunità di foto suggestive non mancano.


Se vuoi qualche consiglio turistico su alcune di queste città contattami qui


I mercatini di Natale in Emilia-Romagna sono un mix perfetto di tradizione, artigianato, gastronomia e atmosfera festiva. Dalle grandi piazze delle città d’arte alle vie dei borghi incantati, ogni visita regala esperienze ricche di fascino e calore umano — ideali per famiglie, coppie o gruppi di amici. Che tu sia alla ricerca di regali unici, sapori autentici o semplicemente di un’atmosfera natalizia da ricordare, l’Emilia-Romagna offre un itinerario perfetto per il tuo Natale! 🎁✨


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