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Porta Pescheria nel Duomo di Modena

Aggiornamento: 15 lug

Se stai visitando Modena e cerchi qualcosa di assolutamente unico, devi prenderti sicuramente del tempo per visitare un capolavoro dell’arte romanica del centro e nord Italia, il Duomo.

La posa della prima pietra avvenne il 9 giugno del 1099, in un momento in cui la sede vescovile era vacante: fu dunque la comunità cittadina a volere una degna cattedrale al fine di custodire le spoglie del Santo Patrono Geminiano (312-397).

Architetto del complesso fu nominato Lanfranco. L’apparato scultoreo fu invece commissionato a Wiligelmo. I lavori procedettero in fretta a partire dalle absidi, e, nel 1106 si poté traslare il corpo del Santo nella nuova cripta, alla presenza di Papa Pasquale II e di Matilde di Canossa mentre la consacrazione vera e propria avvenne per mano di Papa Lucio III nel 1184.

Alla fine del XII secolo intervennero alla fabbrica, sostituendosi ai seguaci di Lanfranco e di Wiligelmo, i Maestri Campionesi, che vi restarono sino almeno alla metà del Trecento, apportando importanti modifiche di gusto gotico come il rosone, le porte laterali in facciata, la Porta Regia su Piazza Grande, il finto transetto e la magnifica guglia della Ghirlandina.

photo credit Instagram @muhamadusman

Proprio in prossimità della torre Ghirlandina si apre la Porta della Pescheria o delle Donzelle, quella che, affacciandosi sulla via Emilia, accoglieva i viandanti e pellegrini (da qui il contenuto internazionale e pagano dei rilievi). Il nomi derivano dal fatto che lì si vendeva il pesce e che di lì entravano le donne per recarsi a messa.

La porta è decorata da un eccezionale apparato scultoreo fatto di curiose rappresentazioni dei mesi dell’anno: Gennaio concia il maiale, Febbraio si scalda al fuoco avvolto in una coperta, Marzo pota le viti, Aprile tiene in mano mazzolini di fiori, Maggio conduce un cavallo (era il mese in cui si iniziavano le guerre), Giugno taglia l’erba con la falce, Luglio falcia le spighe di grano, Agosto le batte, Settembre pigia l’uva dentro una botte, Ottobre versa il vino, Novembre semina e Dicembre prepara la legna. Si mostra così il ciclo senza fine delle stagioni, imprescindibili regolatrici della vita dell’epoca.


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